Competizione in ambito accademico: pro- o contro-producente?

Silvia Valera
5 April 2015

La competizione e’ comunemente vista come un incentivo per noi ricercatori per cercare di fare meglio e in maniera piu’ efficente, ossia veloce. Se sappiamo che qualcuno sta lavorando a qualcosa che sembra essere molto simile al nostro lavoro, allora siamo spinti a lavoarare piu’ in fretta e produrre un lavoro della piu’ alta qualita’ possibile. Pero’ competizione significa anche stress, il quale e’ comunemente visto come un fattore negativo, che impedisce al nostro cervello di lavorare in maniera lucida e a far crollare il nostro livello di efficienza. Pero’ alcune persone ritengono di saper lavorare meglio quando sotto stress, che puo’ essere legato alla competizione con un collega o semplicemente rispettare una scadenza per la consegna di un  lavoro.

La domanda che ci si viene quindi a chiedere e’ se la ricerca e’ solo accessibile a quegli individui che sanno lavorare sotto stress, che sono altamente competitivi e che non guardano in faccia  a nessuno. Probabilemente la risposta e’ si’, ma la ricerca non dovrebbe solo essere guidata dalla competizione. Ricerca significa anche collaborazione, amichevoli scambi di idee. Ma piu’ vado avanti con la mia ricerca piu’ mi rendo conto del livello di diffidenza che si crea nel primo monento in cui due gruppi di ricerca decidono di unire le proprie scoperte e conoscenze per creare qualcosa di grande. Si sente sempre nell’aria la paura da entrambi le parti che il proprio collaboratore scappi con il bottino e si prenda il merito per la scoperta raggiunta insieme, la pubblichi sotto il suo nome e lasci l’altro nei ringraziamenti.

Inizialmente avevo deciso di entrare nell’amito scientifico perche’, al contrario di tanti altri ambiti, come quello giudiziale o finanziario, sembrava avere il minimo livello di “interazione umana” che solitamente porta a competizione, scontri, argumentazioni e di conseguenza stress. Ma mi ero sbagliata, oggi giorno la scienza e’ guidata dagli stessi interessi che guidano il resto del mondo: soldi e gloria. Dobbiamo semplicemnte arrenderci o possiamo combattere per un mondo in cui la scienza viene lasciata fuori da ineressi politici e finanziari? Ma la prima domanda dovrebbe essere se tutto cio’ sarebbe possibile in primis.

Image credit: http://www.brightonsbm.com/news/competition/

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