Andiamo a fare aperitivo?

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Alessia Nosari
15 February 2015

Come capire la cultura italiana in piccoli (e gustosi) passi

 

Se vi interessa scoprire nuove tradizioni per immergervi in culture diverse, questo è l’articolo che fa per voi. Alla parola “Italia” molte persone associano i bellissimi paesaggi del Mediterraneo, gli antichissimi musei di cui sono sede antiche  città,  gli artisti che hanno contribuito alla gloria italiana durante il Rinascimento…

Durante la mia esperienza da studentessa Erasmus, iniziata da poco qui a St Andrews, posso confermare che gli stereotipi sull’Italia non cambiano mai: pizza, vino, tovaglia a quadretti, spaghetti con le polpette, baffi, accento napoletano, parlare con i gesti, Vespa, Ferrari, mare. Tuttavia, viaggiando e parlando con persone non italiane o che non hanno mai vissuto in Italia, ho capito che una delle nostre tradizioni piu’ quotidiane rimane ancora sconosciuta: l’aperitivo.

L’aperitivo, conosciuto internazionalmente come Happy Hour, ha radici molto più antiche di quanto si pensi: fu “inventato” nel 1786 dal torinese Antonio Benedetto Carpano, il quale produsse per la prima volta il Vermont, una particolare lavorazione del vino bianco. Dall‘ 800 in poi venne esportato nelle più grandi città italiane e prese parte all’insieme delle tradzioni italiane.

Nonostante l’apertivo abbia una storia secolare, questa la tradizione si è rinnovata particolarmente negli ultimi 10 anni, diventando “di moda” tra i giovani.

Ma cosa significa “andare a bere un aperitivo”?

Generalmente significa uscire a bere qualcosa in compagnia, solitamente una bevanda alcolica o analcolica accompagnata da stuzzichini, tramezzini o patatine e consumata prima dei pasti. Tuttavia, la discussione su cosa si beve o non si beve (e quando si beve) durante l’happy hour rimane ancora aperta, soprattutto a livello regionale. Al nord d’Italia è di consuetudine prima di cena, soprattutto nei weekend. Al sud, invece, si prende anche prima del pranzo, verso mezzogiorno.

Per quanto riguarda il “cosa” si beve la scelta è piuttosto ampia: dal vino bianco o rosso al campari, dai succhi di frutta ad una semplice Coca-Cola, dal crodino allo Spritz.

Per quanto mi riguarda, lo Spritz è il mio preferito per un buon aperitivo. Questa tipica bevanda consiste di una base di Prosecco, Aperol o Campari (Aperol è migliore) e un po’ di soda. Ha un colore aranciato e viene spesso servito con ghiaccio e una fetta di arancio.
Se la descrizione vi intriga, segnatevi il nome per il vostro prossimo viaggio in Italia! Per apprezzare un ottimo e tradizionale Spritz, però, vi conviene andare nella zona del Veneto, specialmente a Venezia, il suo luogo di nascita.

Un altro famoso cocktail per l’aperitivo è l’Americano. Non fatevi ingannare dal nome: la bevanda, infatti, contiene solo prodotti italiani come bitter Campari, Vermouth rosso e seltz. Ad ogni modo, è possibile anche gustarsi un buon bicchiere di vino accompagnato da salumi e formaggi. Non usa molto consumare super alcolici, soprattutto perché è rischioso bere bevande ad alto tasso alcolico a stomaco vuoto. Nonostante cio’ ultimamente si sta diffondendo la moda di aperitivi a base di Vodka, come Vodka Lemon o Mojito.

E ora passiamo alle informazioni pratiche: quanto può costare un aperitivo? Dipende. In un bar comune, possibilmente non in una zona turistica o centrale, l’aperitivo può costare al massimo €4 e di solito gli stuzzichini sono inclusi. In zone più centrali come in piazze famose o centri turistici, il costo si può alzare parecchio, fino ad arrivare anche a €10 per Spritz (a me è capitato in una località marittima, ad esempio).

Inoltre, il costo dipende anche dall’interpretazione della tradizione: può essere o un semplice modo per bere qualcosa in compagnia aspettando la cena o un’alternativa alla cena. Nel caso sostituisca la cena, allora può venire a costare leggermente di più rispetto al solito perché’ in alcuni locali si organizzano veri e proprio eventi con protagonista l’aperitivo e pietanze molto glamour, come pesce, pasta o elaborati antipasti.
A mio avviso, una giusta cifra da spendere per l’aperitivo è €6, considerando che solitamente si consuma durante il weekend e prima di una cena fuori o di qualsiasi altro svago.

Ma soprattutto, se non si è italiani, come si capisce quando ti stanno invitando per un aperitivo? La varietà di modi per dire “bere un aperitivo” è più vasta della lista di phrasal verbs in inglese. Ecco alcuni esempi:
“Andiamo a bere un aperitivo?”
“Ci beviamo qualcosa?” (espressione molto usata)
“Andiamo a prendere l’aperitivo?”
“Andiamo a fare aperitivo?”
“Vi va uno Spritz?” (anche se la bevanda consumata non sarà uno Spritz, questo è un modo per chiedere di fare l’aperitivo?”
“Ci facciamo uno Spritz?”
“Andiamo a berci una cosa?”

Come sempre, le espressioni cambiano di regione in regione e di città in città, quindi potete solo immaginare quante ce ne siano!

Ad ogni modo, non esiste un vero e proprio galateo per l’aperitivo perché’ si tratta di una scusa per incontrare gli amici, bere qualcosa, parlare e divertirsi. Quindi non bisogna preoccuparsi: finche’ si ha un bicchiere di Spritz in mano e una vaschetta di patatine nell’altra, niente può andare storto.

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