Postcards from Italy: Renzi e il Governo dei giovani

Nazareno Pocapaglia
2 March 2014

Image Credit: Presidenzia della Repubblica

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Negli ultimi giorni le maggiori testate Italiane ed internazionali hanno gli occhi puntati su Montecitorio ed il nuovo governo italiano, ma soprattutto sul nuovo Presidente del Consiglio Matteo Renzi. La Repubblica on-line, il Corriere della Sera, il Sole 24 Ore postano all’impazzata foto di Renzi alla Camera che comunica con altri deputati via messaggi cartacei, che si dimena tra cellulari, I-pad; che non ascolta i colleghi della Lega Nord (forse per un buon motivo) e viene richiamato dalla bacchettona – però purtroppo necessaria – Presidente della Camera Boldrini. Ebbene sì, Renzi – il quale nelle giornate tra ieri ed oggi ha ricevuto, dopo circa 11 ore di lavori d’Aula – il sì e la fiducia da Senato e Camera – appare entusiasta, frenetico, più felice di un bambino in un negozio di caramelle. Insomma, la stampa è in subbuglio per quello che è il terzo (o secondo, o quarto – ormai chi li conta più?) presidente di un Consiglio dei Ministri che viene rimpastato in seguito alla caduta di quello precedente.

In seguito alle dimissioni rassegnate dall’ex Premier Letta dopo la votazione a larghissima maggioranza (136 favorevoli contro 16 contrari) – da parte della Direzione del Partito Democratico (PD) – di un documento che proponeva la sostituzione del governo da lui presieduto, il 16 Febbraio Napolitano convoca Renzi al Quirinale. L’indomani Renzi accetta l’incarico di formare un nuovo governo – presentando la sua “squadra” di ministri che presta giuramento in data 24 Febbraio nel Salone delle feste del Quirinale. Ed è così che il governo Renzi – il sessantatreesimo governo della Repubblica Italiana – inizia il suo percorso. Il governo Renzi è un governo asciutto, giovane, di rappresentanza. Innanzitutto è composto da solo 16 ministri, un numero molto basso rispetto alla media dei precedenti consigli. È un governo di giovani, con un’età media dei ministri di 47 anni (cinque di meno rispetto al governo precedente). È un governo che rappresenta la parità dei sessi – con otto donne ministro, che per le prima volta in assoluto, è la metà dei ministri al Governo.

Le generalità dei ministri sembrano promettere bene – nomi e scelte azzeccate per i loro ruoli, anche se iniziando a scavare tra interviste e curricula passati, si trovano notizie e scheletri negli armadi che fanno un po’ storcere il naso. Nonostante i ministri siano al centro dell’attenzione della stampa, colui che deve prestare più attenzione alle proprie mosse, parole, azioni è proprio il nostro capo di governo. Ma chi è Renzi? A 39 anni, fiorentino di nascita, Matteo Renzi è il più giovane presidente del Consiglio nella storia Italiana. Dopo esser stato eletto sindaco della sua città natale nel 2009, è diventato segretario del PD nel Dicembre 2013. Dichiaratosi sempre favorevole al ricambio generazionale della classe dirigente, Renzi ha sostenuto alcune battaglie per ridurre il costo della politica – tra cui l’eliminazione delle due camere, l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, l’elezione diretta dei politici da parte dei cittadini ed altro ancora. Per appeal, modo di fare, stile e retorica Renzi è un giovane tra i giovani – che si è stancato di parlare in “politichese” e vuole creare un dialogo pulito, aperto con gli Italiani. Nonostante ciò, le sue posizioni politiche sono spesso considerate da alcuni membri del suo partito “non di sinistra” e si ha l’impressione che questo governo di larghe intese sia un altro degli ennesimi travestimenti di una sinistra che, pur di governare, continua a portare avanti il peso della politica berlusconiana. Con Berlusconi, infatti, Renzi ha proposto un’idea di legge elettorale da sostituire al cosiddetto “Porcellum”: l’Italicum, che prevede un sistema a collegi plurinominali con eventuale doppio turno e premio di maggioranza.

Sebbene Renzi sia stato nominato da pochi giorni, le controversie su di lui ed il suo governo sono già partite. Di molti la preoccupazione è che sia troppo giovane e troppo inesperto per cercare di risollevare le sorti del nostro paese. In effetti è singolare avere un così giovane Presidente del Consiglio. Non sarebbe strano se fosse in un altro paese e non in un Paese di vecchi – come l’Italia – in cui i giovani, perlopiù precari quando e se possono scappano e cercano fortuna altrove. Perché, come pensano quasi 8 giovani su 10 in Italia, per fare carriera e vivere una vita non incredibile – ma decente – bisogna migrare. Ed ecco che in questo paese vecchio, fatto di vecchi, dove ci si sente giovani fino a 50 anni e vecchi solo dopo gli 85, è stato varato un governo di giovani. E pensare che il governo precedente era già considerato “giovane”, ma Letta ha comunque dieci anni di più di Renzi.

La scelta di Renzi è forse una scelta azzardata, se si vuole strana, che lascia basiti. Ma è comunque l’unica scelta possibile, che permette un margine di speranza, di cambiamento, di svecchiamento di cui l’Italia ha più che mai bisogno in questo momento. L’aria che si deve respirare in Italia è quella di speranza, fiducia, ottimismo. Come sempre nella vita, la fiducia lascia spazio alla critica – com’è giusto che sia in ogni democrazia. Il problema di noi Italiani è che spesso siamo così critici – ma non auto-critici, che è l’essenziale che manca e conta di più – demoliamo senza proporre una possibile sostituzione a quello che tanto ci urta. Ed è così che i nostri giornali analizzano e criticano le mosse di Renzi fuori e dentro l’Aula, i bigliettini che scrive, la vita privata sua e dei ministri del suo governo, le cui mise son state votate e commentate da giornali come VanityFair ed il Corriere.

La mia speranza per il futuro è che gli occhi, puntati 24 ore su 24 su Renzi ed il nuovo governo, non siano puramente a scopo distruttivo, ma possano trasmettere alla politica che dovrebbe rappresentarci la volontà che, una volta per tutte, questo paese riparta: libero dalle tangenti, dall’economia stagnante, dell’abbruttimento morale, politico e sociale. E poi, se tra cinque, sei otto mesi o due settimane sentiremo di un altro governo sciolto e fallito – beh, quella sarà un’altra storia. Per il momento: fiducia, ottimismo, Renzi – altrimenti non ci rialzeremo mai.

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